...Si racconta che un imprenditore avesse mandato 2 agenti in un nuovo paese per sviluppare la sua attività. Una volta arrivati, il primo si era messo immediatamente all'opera destreggiandosi come era solito fare, mentre l'altro sembrava fermo in una "strana" riflessione.
Interpellato dal collega rispose: "Devo dare tempo alla mia anima di raggiungermi".
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Questo aneddoto mi è stato raccontato qualche tempo fa come monito per il mio bisogno di "correre" che a volte, devo ammetterlo, si fa pressante.
Nonostante ciò, riesco sempre a tenerlo a bada, e lo faccio soprattutto per evitare di fare passi falsi dal punto di vista professionale, specie per quanto riguarda la mia immagine e comunicazione.
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Non ha fatto invece così una delle mie clienti, arrivata da me dopo aver compromesso quasi irrimediabilmente il lancio della sua carriera come libera professionista per aver "bruciato le tappe", presa dalla brama di "arrivare".
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Nell'episodio ti racconto la sua storia e come l'ho aiutata a rimettersi in sesto, affinché sia di ispirazione anche per te se, alla "sindrome dell'impostore", alterni momenti di entusiasmo ed eccitazione che ti portano a perdere il metro di misura di ciò che ha senso fare subito e di ciò che ha bisogno di più tempo.
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Perché il lavoro, la tua comunicazione di questo e la tua anima devono essere allineati se vuoi davvero #realizzarti senza il timore di perdere te stessa e ciò che conta nel cammino che lì ti conduce.
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